Associazione Idea | La Storia

IDEA, Istituto per la ricerca e la prevenzione della Depressione e dell’Ansia, nasce nel 1993 a Milano con l’intento di diffondere una corretta conoscenza della sofferenza psichica, stimolare una consapevolezza pubblica sulla gravità di queste malattie e sulle possibilità di terapie, sostenere la ricerca scientifica in ambito nazionale ed internazionale, fornire supporto a chi ne soffre e ai famigliari. Nel 1995 ha ottenuto il riconoscimento giuridico da parte della Regione Lombardia. La serietà, la solidità di struttura e la capillarità di diffusione nell’intero territorio nazionale, hanno permesso a IDEA di ottenere nel febbraio del 2006 il Riconoscimento Nazionale da parte della Prefettura di Milano. 

IDEA, nasce quindi su iniziativa del Prof. Giovanni Battista Cassano dell'Università di Pisa e l’anno successivo il progetto si estende anche a Roma.

IDEA Roma, gruppo originario romano, era costituito da alcune amiche che condividevano l’impegno volontaristico, con il grande desiderio di aiutare coloro che chiedevano sostegno in quanto colpiti dai disturbi dell’umore e dell’ansia e ai loro familiari. Nei circa quindici anni di vita IDEA Roma si è impegnata, con tutti i suoi volontari, nella diffusione di una corretta informazione riguardo i disturbi della depressione e dell’ansia, coinvolgendo le Università, l’Ordine dei Medici, i Ministeri più sensibili al problema e la Presidenza del Consiglio. IDEA Roma ha inoltre portato avanti moltissime iniziative di carattere scientifico, culturale, di raccolta fondi e in diversi progetti.

"Dieci anni dopo l'uscita del libro "E liberaci dal male oscuro"(Givanni Battista Cassano, Serena Zoli. Ed.Longanesi &C.), avvenuta il 19 marzo del 1993 e oggi giunto alla seconda edizione, il panorama è completamente cambiato. Sembra passato un secolo, cambiata un'era. Psichiatra era allora un nome off-limits, alla lettera "roba da matti". Nessuna persona rispettabile ne avrebbe mai nei fatti, e tantomeno dichiaratamente, consultato uno. Al massimo, un neurologo, parola e figura più neutre. La depressione, come termine medico e come malattia, risultava sconosciuta. Un'indagine condotta all'interno di una delle due principali case editrici italiane, quando ormai gli articoli e i servizi TV sull'argomento dilagavano, rivelò infatti che nel '91 e '92 tra quotidiani, settimanali e mensili l'argomento depressione era stato trattato in un anno, una decina di volte: ma si trattava della Grande depressione del '29, di depressioni economiche successive o incombenti e, in un caso o due, di depressione del terreno, avvallamenti. Di medico nulla. Almeno sotto questo nome. Dopo, da marzo a dicembre '93, e ancora nel '94, nello stesso ambito editoriale gli articoli sulla depressione come malattia risultarono 51-52 e più o meno altrettanti, è lecito desumere, comparvero nei settimanali e mensili dell'altro grande polo editoriale. Per un totale di circa due articoli alla settimana (senza contare gli altri editori) che radio e TV accompagnavano con un profluvio di trasmissioni sul tema. Sì, era nata una nuova era. E le migliaia, i milioni di persone che in Italia soffrivano di questo male senza nome, e lo pativano nascostamente come vergogna e come colpa per una propria incapacità, trovarono voce: quel male aveva un nome, “depressione”, e la dignità, il peso di una malattia. Una malattia “vera”. Diversa dalle altre, sì, perchè si esprime attraverso sentimenti (angoscia, disperazione, insensibilità...) e non con sintomi fisici, ma uguale alle altre patologie per la base biologica e per la curabilità con i farmaci. Fu una rivelazione sconvolgente: si poteva parlarne e si poteva sperare. Queste due aperture diedero la spinta a irrompere fuori dalle catacombe del silenzio a una folla di malati e di loro familiari, con un'esplosività emotiva e una ressa che rese non solo incandescenti tutti i nostri telefoni raggiungibili, ma nel caso del Professor Cassano arrivò a far saltare un centralino ospedaliero e, successivamente, la centralina allora SIP della corrispondente zona della città...."

Una recente indagine nazionale ha stimato che circa 17,5 milioni di italiani adulti hanno sofferto almeno una volta nella vita di depressione o di ansia, che almeno 26 milioni hanno avuto un’esperienza diretta o indiretta, in quanto famigliari o amici, con queste patologie e l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che, tra 10 anni,  depressione e ansia saranno la seconda causa di invalidità nel mondo industrializzato.  I costi sociali di un simile evento sarebbero enormi, già oggi sono inutilmente elevati dal momento che la psichiatria moderna afferma che, se adeguatamente diagnosticate e trattate con terapie farmacologiche e psicologiche, ansia e depressione si possono contrastare e spesso guarire. Purtroppo la mancata  conoscenza e  la disinformazione creano ancora pesanti pregiudizi sociali, al punto che  molte persone rifiutano l’idea stessa di soffrirne. Da 18 anni IDEA si batte affinchè sia considerato normale rivolgersi in tutta tranquillità allo psichiatra,  si abbia accesso alle migliori terapie e via sia un’omogenea diffusione di centri specializzati su tutto il territorio nazionale.

 

Missione

Nonostante i molti progressi realizzati negli ultimi venti anni, in una parte ancora rilevante della popolazione, l'ansia e la depressione sono considerati ancora oggi problemi che creano pregiudizio, isolamento, confusione e sofferenza con costi sociali inutilmente elevati. La Fondazione IDEA ritiene che il sostegno alla ricerca scientifica, il corretto aggiornamento sulle terapie disponibili,   la costante divulgazione dei più qualificati centri di assistenza, la solidarietà e l’aiuto a chi vive nel disagio psichico e alle famiglie, siano gli strumenti più efficaci affinchè queste malattie possano e debbano essere curate garantendo, a chi ne soffre, una vita il più possibile serena.

 

Logo

Il logo di IDEA, creato dal vignettista Pirella, è un messaggio di speranza:  un sole giallo  contiene, nella metà di sinistra, una luna blu, simbolo della notte, del freddo, del buio e, per estensione, dei “mali oscuri” e non visibili, quindi poco conoscibili perchè all’interno dell’anima e della psiche. La luna che diventa sole, simbolo del giorno, di calore, di luce quindi della vita che si realizza nella sua pienezza, suggerisce un percorso realizzabile verso la guarigione, perchè illuminando ciò che non si conosce, ansia e depressione non saranno più una sofferenza senza nome e senza dignità.

IDEA, dalla parola greca "eidomai", oltre ad essere l’acronimo di Istituto per la Ricerca e la Prevenzione della Depressione e dell’Ansia, suggerisce ancora una volta l’importanza di rendere visibile ciò che si nasconde e contiene e rafforza uno dei cardini della mission della Fondazione, quello di informare e aumentare la conoscenza e la consapevolezza sui disturbi dell’umore.

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